Articolo della dott.ssa Federica Zanella
Che sia progettata da molto tempo o una decisione improvvisa, la separazione dei genitori rimane uno degli eventi imprevisti complessi della vita di una famiglia: il progetto di una vita insieme e della crescita del nucleo viene meno e ciò richiede una riconfigurazione dei legami interni, nonché una narrazione condivisa della storia familiare. Questo cambiamento può accadere con naturalezza e fluidità, dando nuovo respiro alla famiglia, oppure più spesso può rappresentare una frattura, una crepa profonda, che spesso conduce i membri del nucleo a farsi delle domande più avanti nel tempo, a nutrire risentimenti e sofferenze e a coltivare una sfiducia a lungo termine nei legami sentimentali futuri.
Tutto ciò può essere gestito a partire da una buona comunicazione della decisione di separarsi da parte della coppia genitoriale, che può essere costruita prestando attenzione ad alcuni importanti accorgimenti.
Figli piccoli o adolescenti? Il linguaggio cambia in base all’età dei figli
A seconda dell’età e delle caratteristiche peculiari di ciascun figlio, è opportuno utilizzare un linguaggio per lo più comprensibile e degli strumenti di espressione graditi. Può essere utile, ad esempio, mettere a disposizione dei fogli e dei colori o del materiale plastico affinchè i bambini possano esprimere il loro vissuto interno, mentre per gli adolescenti potrebbe essere efficace chiedere loro di scrivere le loro domande su un foglio in modo da agevolare la comunicazione di pensieri complessi da esplicitare anche più avanti nel tempo.
Dove comunicare la scelta della separazione: la scelta del luogo è importante
Prediligere luoghi comuni e familiari in cui poter stare tutti insieme e da cui potersi eventualmente allontanare per raggiungere luoghi privati, ad esempio la sala da pranzo o il salotto. Da evitare luoghi non conosciuti, come località turistiche o abitazioni di amici, in cui potrebbero sentirsi in imbarazzo ad esprimersi, o luoghi conosciuti ma con carattere affettivo, come ad esempio la casa di parenti che frequenteranno in futuro e che è opportuno non colleghino con l’evento.
Quando comunicare ai figli una separazione: qual è il momento giusto?
È importante, per quanto possibile, dare la comunicazione ai figli quando la decisione è stata presa, in modo da limitare l’incertezza, soprattutto per i bambini. Se è già stato deciso un momento per la separazione definitiva tra i genitori, può essere utile dare la comunicazione con qualche giorno di anticipo, in modo da garantire ai figli la possibilità di esprimere le proprie emozioni e domande ad entrambi i genitori e dare modo loro di prepararsi al trasferimento. Per quanto riguarda il momento della giornata, può essere utile scegliere un momento in cui si ha a disposizione un lasco di tempo ampio, in modo da gestire eventuali imprevisti senza dover sospendere bruscamente il momento, prediligendo orari diurni per impattare il meno possibile sul sonno, soprattutto se si tratta di una comunicazione rivolta a bambini.
Quanto raccontare delle motivazioni della separazione?
Accade spesso che i genitori si trovino in posizioni estreme su quanto raccontare delle motivazioni della separazione ai figli: da chi pensa che siano questioni che riguardano solo gli adulti in cui i figli non devono essere coinvolti, e per questo non raccontano loro nulla e spesso nascondono i conflitti fingendo che le cose vadano bene, ad altri che invece rendono partecipi i figli fin dalle prime discussioni, esplicitando le posizioni di entrambi e, talvolta, chiedendo ai figli di esprimersi a loro volta. Molto dipende dalle età dei figli, dalla loro capacità di comprendere cosa sta accadendo e dalla modalità di manifestare la loro esigenza di coerenza (es. se chiedono informazioni precise, se cercano la conferma affettiva, se cercano l’attenzione dei genitori o se sospendono l’espressione dei loro bisogni).
È comunque opportuno tenere a mente che nelle situazioni di separazione non è raro che i figli si assumano la responsabilità della rottura e che, di fronte alla mancanza di comprensione, arrivino a costruirsi una narrazione propria, che spesso causa grande sofferenza (es. “la mamma se ne è andata perché non sono stato bravo”, “il papà è arrabbiato con me e non mi vuole più bene”, “dovevo starmene zitto”, “ora sono io la donna di casa”). Per questa ragione, i principi generali da considerare nella scelta di cosa raccontare stanno nel far sì che sia chiaro che la responsabilità è dei genitori, che non è opportuno raccontare menzogne quanto invece si possano raccontare porzioni di verità riconoscibili dai figli, e infine che la rottura della coppia non implica un venir meno dei ruoli genitoriali e dell’affetto per i figli;
Come dirlo ai figli, il modo migliore
Anche se può essere difficile, se la decisione di separarsi arriva solitamente all’apice di dinamiche conflittuali di coppia, nella valutazione di come comunicare tale scelta ai figli è importante concordare come svolgere tale momento insieme, proprio perché il mancato ruolo di partner non implica il venire meno di quello di genitori e perché è fondamentale dare feedback allineati ai figli. Per fare ciò, non è necessario sembrare una coppia felice in quel momento (spoiler: i vostri figli hanno già percepito che il vostro equilibrio è variato, anche se non vi hanno mai visto litigare), ma è opportuno dimostrare loro un linguaggio rispettoso, evitando qualsivoglia insulto e colpevolizzazione. Inoltre, è bene evitare di ricominciare a discutere in quel momento, non è quello l’obiettivo.
Può essere utile presentare ai figli le modalità con cui avverrà il trasloco o gli accordi presi per l’affido condiviso, se già chiari, in modo da preparare i figli per quanto possibile a ciò che verrà. Le domande o le richieste dei figli sono lecite, è importante lasciare loro lo spazio di esprimersi, ma ciò non significa farsi sostituire e chiedere ai figli di decidere per i genitori, anche quando non assecondarli in quel momento può essere difficile e spaventoso. Ad esempio, se c’è la possibilità potrebbe essere utile chiedere ai figli con chi vogliono vivere prevalentemente, ma ciò deve trovare primariamente l’accordo dei genitori, in alternativa si configurerebbe una convivenza forzata o logisticamente non ottimale.
È bene anticiparsi quali potrebbero essere le reazioni dei figli, per potervi rispondere senza farsi trovare eccessivamente sorpresi o sconvolti, ma anche i genitori possono esprimere le loro emozioni e vivere genuinamente quel momento evolutivo della famiglia.
A seconda dell’età dei figli, può essere importante proporre loro diversi momenti in cui confrontarsi sulla separazione prima che avvenga concretamente, come anche proporre di rivolgersi ad altre persone di riferimento o a dei professionisti. Talvolta, infatti, i figli percepiscono tale cambiamento come un segreto da mantenere all’esterno, mentre il poterne parlare e confrontarsi, scoprendo ad esempio di essere tutt’altro che soli in questa condizione, può essere davvero importante.
La scelta di affidarsi a professionisti specializzati
Come spesso ricordiamo, queste sono solo poche indicazioni di massima, che vanno poi declinate a seconda della storia e delle esigenze di ogni famiglia. La separazione può essere un momento molto complesso per le coppie genitoriali e, per questo, un supporto professionale talvolta può essere molto utile. Oltre ai professionisti privati, che possono offrire consulenze individuali, di coppia, interventi di supporto alla genitorialità o di gruppo, esistono anche professionisti specializzati nella mediazione o servizi istituzionali come il Consultorio Familiare, che possono supportare una fase così delicata nell’evoluzione della vita delle persone e dei nuclei familiari.