Elogio alla noia

Lasciate annoiare i vostri bambini, farete loro un regalo bellissimo. La noia è un’emozione a cui spesso diamo un’accezione negativa, come del resto consideriamo tristezza e rabbia, ma a differenza di queste ultime quello che non tutti sanno è che raramente lascia un ricordo negativo. La sua funzione è ben diversa. Quando i nostri ragazzi si trovano in un momento di noia, è come se qualcuno dicesse loro: “Hey tu, trova il modo di inventare e arricchire il tuo tempo”. È terreno fertile per momenti di creatività ed esperienza.

 

LE EMOZIONI CI AIUTANO A CRESCERE

La noia è un’emozione e come tutte le emozioni ha una finalità evolutiva. Martha C. Nussbaum nel suo testo “L’intelligenza delle Emozioni”, spiega in modo chiaro che le emozioni donano al bambino che sta crescendo una mappa del mondo. Questa mappa emotiva spiega al bambino cosa è buono e cosa non lo è e gli permette di conoscere i suoi limiti. “La paura e la gioia, l’amore, e persino la rabbia, demarcano il mondo, e al contempo vi collocano il Sé”, pertanto il bambino impara l’importanza dei suoi confini e questo lo salva da un senso di passività rispetto al mondo. In questa mappa emotiva c’è posto per tutto l’arcobaleno delle emozioni perché ognuna di esse ha una precisa funzione. Pertanto anche la noia è importantissima. A mio avviso la noia ha un importante ruolo educativo ed evolutivo nel mondo dei bambini.

 

COME EDUCARE IL BAMBINO ALLA NOIA?

Quando il bambino dice “Mi sto annoiando!” tra i nostri pensieri arriva un: “Oddio e adesso che gli faccio fare?”. Non preoccupatevi. Per prima cosa già il fatto che sappia riconoscere la noia come emozione è molto positivo. In seconda battuta consiglio che sia il bambino o la bambina da solo/a a trovare il modo di uscire da questo stato. Questo processo è utile perché spinge i bambini a mettere in moto la fantasia e di conseguenza i processi creativi. Lasciare che siano loro a trovare una soluzione porta avanti il lavoro tanto importante a proposito della mappa emotiva. Un bambino che si sta annoiando e che riceve una risposta del tipo: “Tesoro mi dispiace che ti stai annoiando. Prova a cacciarla via così poi mi racconti come ci sei riuscito/a!” farà in modo di dare un senso al suo tempo. All’inizio sperimenterà frustrazione, poi attiverà la sua creatività per andare verso il divertimento. È una frustrazione sana perché lo aiuta a comprendere dove si colloca nel mondo, quali sono i suoi limiti e quali sono le sue risorse.

 

PERCHÈ È IMPORTANTE GIOCARE DA SOLI

Per un bambino giocare da solo significa procedere in modo naturale nel suo percorso evolutivo. Sempre nel testo di Nussbaum ci viene spiegato che “D’altro canto appare essenziale, per la sua crescente capacità di pensare e di agire, che il bambino pensi a se stesso come a qualcosa di relativamente duraturo e stabile entro un mondo non troppo ostile, e che acquisti fiducia di poter conquistare le cose da solo.” Quindi diviene necessario che lui/lei si occupi dei suoi progetti in modo autonomo, proprio per dare forma alla sua identità. Donald Woods Winnicott, pediatra e psicoanalista, ci insegna che l’interiorizzazione del proprio sé (l’identità più profonda) esige un senso di sicurezza che non deve essere necessariamente sempre confermato da un abbraccio fisico. Il senso di sicurezza emerge nel momento in cui il bambino è in grado di sentirsi abbracciato dall’ambiente che lo circonda. L’intermittenza nella cura (il genitore/adulto c’è e non c’è) e l’intermittenza nel senso di sicurezza (mi sento e non mi sento sicuro) che ne risulta, permettono al bambino di imparare a vivere.
In altre parole lasciate che i vostri figli giochino da soli e incoraggiateli a farlo quando entra in gioco la noia perché incontreranno fantasia e creatività.

 

Vanessa Di Giorno è pedagogista a Spazio Incanto e puoi contattarla per una consulenza pedagogica

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