corpo in adolescenza

Accettare il proprio corpo in adolescenza: il ruolo dei genitori

Accettare il proprio corpo in adolescenza è uno scoglio grande, farlo in un contesto in un cui i social media sono animati di influencer, tiktoker, star del cinema e personaggi più o meno famosi con corpi apparentemente perfetti, lo è ancora di più. Un mondo affascinante, e allo stesso tempo ingannevole, in cui i giovani si confrontano e trovano dei modelli da seguire che influenzano il modo in cui percepiscono il proprio corpo.

Il corpo in adolescenza: un periodo critico della crescita

L’adolescenza è considerata una delle fasi più critiche della nostra vita, un periodo di transizione in cui ognuno di noi costruisce gradualmente la sua identità e affronta importanti cambiamenti fisici e fisiologici che ci spingono a sostituire e a modellare l’immagine corporea della nostra infanzia, percorrendo la strada che ci condurrà piano piano alla vita adulta. E in un momento così delicato quella con il proprio corpo può diventare una vera e propria lotta continua contro se stessi, uno scontro mattutino a tu per tu con lo specchio, finendo per sentirsi intrappolati in un’immagine ideale che non corrisponde alla propria reale essenza, non riconoscendo e amando quanto di più magnifico invece abbiamo.
Questo conflitto, ad un grado estremo, può sfociare anche in disturbi del comportamento alimentare o dismorfofobia.

Una recente ricerca inglese pubblicata on line sul Journal of Epidemiology & Community Health e riportata dal web magazine Ubi Minor ci dice che l’avversione per il proprio aspetto fisico colpisce ben il 61% degli adolescenti di tutto il mondo. L’eccessiva importanza riservata all’immagine corporea nasce dell’errata convinzione che per essere socialmente accettati bisogna apparire in forma uguale, se non addirittura migliore, a quella dei modelli proposti dai media. 

Il ruolo della famiglia è fondamentale per l’autostima

La domanda è: in che modo è possibile prevenire l’insoddisfazione corporea di questi adolescenti? Nonostante sia evidente che i mass media e la cultura sociale incoraggino delle determinate preferenze riguardo al corpo di ragazzi e ragazze, numerosi studi hanno messo in luce che ad incoraggiare e ad enfatizzare maggiormente la loro salute sarebbe la cultura più prossima, quella della famiglia.
Quello che possiamo fare quindi come genitori è aiutare fin da piccoli i nostri figli ad avere cura della propria persona e gentilezza verso se stessi, ad apprezzare e accettare il proprio corpo con una atteggiamento positivo, ad avere un’idea flessibile di bellezza e la capacità di filtrare le informazioni per proteggersi dalle influenze esterne.

Riflettiamo, per esempio, insieme se ciò che si vede online corrisponde alla realtà e suggeriamo loro dei modelli diversi da seguire, personaggi che si concentrano su un’attività o sulla persona piuttosto che sul loro corpo. 

Invitiamoli a prendere le distanze dai pensieri giudicanti senza lasciare che dominino le loro esperienze e focalizziamo la loro attenzione su altri aspetti più importanti. 
Dire a vostro figlio o a vostra figlia che è bello o bella può aiutare sicuramente a rafforzare la loro autostima, allo stesso tempo però è importante valorizzare anche altre qualità, che non hanno nulla a che vedere con l’aspetto esteriore.

Se emergono emozioni spiacevoli, come la vergogna di alcune parti del loro corpo, la tristezza di non poterle cambiare, o la rabbia per i tentativi inutili, incoraggiamoli ad accoglierle anziché cercare di reprimerle o di allontanarle. Accettare non vuol dire rassegnarsi, anzi indica la capacità di abbracciare la vita e superare le difficoltà. 

I figli hanno bisogno di sapere innanzitutto che siamo al loro fianco e che li sosteniamo.

Vogliono avere la tranquillità di sapere che non li consideriamo sbagliati e hanno bisogno di essere rassicurati, più che sul loro aspetto estetico, sul fatto che è normale, a volte, avere questo senso di inadeguatezza. Per questo è fondamentale creare complicità ed empatia rispetto a ciò che provano e pensano, altrimenti nulla di quello che diremo o faremo verrà preso in considerazione.

Quando i figli si vedono brutti o grassi, il solo dire “Non è vero, sei bello!” oppure “Ma cosa dici? Sei normale!” non scalfirà la loro convinzione rispetto a sé stessi, anzi, oltre alla frustrazione di non piacersi e accettarsi, vivranno anche la frustrazione di non essere compresi dai genitori.

Il primo passo quindi è accettare il loro punto di vista, non tanto confermando la loro convinzione, ma dichiarando piuttosto di accettare il fatto che possano pensare questo di sé: “Ok, capisco tu ti veda in questo modo. Non sono d’accordo ma comprendo che tu possa avere questa percezione”.

In una frase tanto semplice, dimostriamo ai nostri figli comprensione, di essere degli alleati, senza dire che hanno torto e senza creare contrasti. Prendiamo seriamente la loro preoccupazione, la loro frustrazione, smettiamo di negarla o contraddirla, e diamo concretezza con delle possibili soluzioni reali e pratiche. Chiediamo a loro come intendono agire per affrontare al meglio la situazione e vagliamo insieme in che direzione andare. 

I genitori sono un esempio: bisogna dare un’idea positiva del corpo

Infine ricordiamoci soprattutto che, in qualità di genitori, noi stessi siamo un modello di comportamento, quindi facciamo attenzione a come parliamo noi del nostro corpo davanti ai nostri figli.
L’autocritica è assai diffusa tra gli adolescenti eppure, talvolta, anche gli stessi genitori hanno una scarsa autostima e può accadere che, insieme a buoni valori, vengano trasmesse anche cattive abitudini.
Per questo, se vogliamo far crescere in modo sano i più giovani con un’idea positiva del loro corpo, dobbiamo innanzitutto come adulti essere dei buoni esempi impararando a fare pace per primi con noi stessi.

Contattaci per approfondire il tema dell’adolescenza

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